Itinerari nel Delta del Po Ferrarese – Le Valli Bertuzzi, Canneviè e Porticino

www.comune.codigoro.fe.it
www.navideldelta.it (Navigazione sul Po di Volano)
www.oasicannevie.com (Centro Congressi Canneviè, noleggio biciclette)
www.parcodeltapo.it 
www.stradaviniesaporiferrara.it (Sagre, ristorazione, specialità e prodotti enogastronomici tipici)
www.ristorantelazanzara.com (Casone di Porticino, ristorante)

 

Itinerari e visita
Il territorio – comprendente l’abbazia di Pomposa, l’oasi Canneviè-Porticino, l’inizio della foce del Po di Volano con la strada arginale Acciaioli – si propone come itinerario culturale, artistico, storico e naturalistico – durata circa 3 ore – inteso a piedi e con mezzo a motore (pullman o auto), adatto a qualsiasi tipo di pubblico. L’itinerario può essere abbinato – con o senza guida turistca – ad un’escursione sul Po di Volano oppure ad una visita alla città lagunare di Comacchio.

Il Po di Volano è particolarmente suggestivo se percorso con un’imbarcazione piccola. Più ci si avvicina alla foce e più grandi possono essere le imbarcazioni, tanto da poter accogliere, da Canneviè in poi, fino a 60 persone. Si scivola su acque interne dolci via via più salmastre, costeggiando il porto di Volano, passando davanti ai bilancioni di pesca e lambendo argini lussureggianti, dove è facile osservare molte specie di uccelli.
Per le comitive l’itinerario di una mezza giornata, circa 3 ore, può prevedere la visita all’abbazia di Pomposa e la navigazione sul Po di Volano dall’attracco di Canneviè al Porto di Goro o viceversa. Gli spostamenti fra Pomposa e Canneviè si intendono effettuati in pullman e costeggiano un tratto panoramico della valle Canneviè.

L’itinerario può essere inteso della durata di una giornata, comprendendo la visita all’abbazia di Pomposa, la navigazione sul Po di Volano e successivamente la visita al Porto di Goro e all’area del Castello di Mesola e degli argini del Po di Goro. Gruppi piccoli, compatibilmente con gli orari di accesso al Bosco della Mesola, possono ipotizzare un percorso a piedi o in bicicletta nell’area boschiva protetta aperta al pubblico.

In alternativa è possibile combinare in una giornata intera la navigazione sul Po di Volano con la visita all’abbazia di Pomposa e alla città lagunare di Comacchio percorrendo la strada panoramica Acciaioli, che permette di apprezzare l’ambiente di Valle Bertuzzi.

Nel territorio, comodamente raggiungibili, sono presenti numerose ristorazioni e punti di ristoro – solitamente in strutture tradizionali – in grado di offrire menù e specialità tipiche della zona e, di frequente, anche la vendita diretta di prodotti locali.

Poiché le informazioni in loco sono perlopiù offerte in italiano, per i visitatori in lingua straniera è consigliata la presenza di una guida turistica.

 

Il Po di Volano
Il Po di Volano è un ramo deltizio e intattivo del fiume Po. In epoca medievale rappresentava il corso principale del Po, quando, con la Rotta di Ficarolo, nel 1152, il fiume ruppe l’argine nord, assumendo il corso attuale. All’interno di Ferrara si formava un altro ramo, oggi detto Po morto di Primaro.

Il percorso
Si separa dal corso principale all’altezza di Stellata, lambisce Ferrara, Final di Rero, Migliarino, Migliaro, Massafiscaglia, Codigoro, Val Cantone, Valle Bertuzzi e Valle Nuova e Volano, prima di sfociare nel mare Adriatico. A destra della sua foce si trova Lido di Volano, il primo dei lidi della riviera emiliano-romagnola.

Torre della Finanza o Torre di Guardia
L’esistenza di una torre a difesa del Porto di Volano sulla sponda destra del fiume è documentata sin da una carta risalente al 1320 circa. L‘attuale edificio risale alla metà del XVIII secolo, quando era utilizzato per controllare l’accesso alla foce del Po di Volano, per riscuotere pedaggi, ma anche a scopo difensivo. Il nome deriva dall’insediamento nella torre della Guardia di Finanza, che ne fu l’ultimo inquilino.

La foce
Si presenta come una tipica foce deltizia, caratterizzata dallo scorrere lento dell’acqua e dai canneti nei quali trovano rifugio tante specie di uccelli. Il tratto finale vede il fiume ulteriormente dividersi in due rami da una riserva naturale integrale, area di ripopolamento dei latterini (o acquedelle), con a destra il canale della Madonnina e a sinistra il Po di Volano vero e proprio.

La pineta di Po Volano
La riserva naturale è situata alle bocche del Po di Volano, a sud del Taglio della Falce. Estesa su una superficie di circa 170 ettari, essa è costituita principalmente da pini marittimi e pini domestici impiantati nel secondo dopoguerra. Molto comune è la gazza.

 

Valli Bertuzzi, Nuova, Cantone
Situata fra la statale Romea e Lido di Volano, questa zona umida salmastra comprende principalmente tre bacini: Valle Nuova – Valle Bertuzzi (1.385 ettari) e Valle Cantone (550 ettari). È caratterizzata da numerosi dossi, alcuni ricoperti da boschetti di leccio.
La fauna ittica è ircca di cefali, anguille e branzini.
L’avifauna si distingue soprattutto per gli aironi, gli svassi, i cormorani, le anatidi, i limicoli, i rallidi, e i gabbiani. È presente una folta colonia di fenicotteri rosa.

Valle Cannevie-Porticino – l’ambiente
Le Valli di Canneviè e Porticino, oasi di protezione della fauna proprietà della Regione Emilia Romagna e gestite dell’Amministrazione Provinciale di Ferrara e dal Comune di Codigoro, rappresentano uno degli angoli più suggestivi del Parco del Delta del Po. Esse rientrano nella stazione 1 del Parco del Delta del Po della Regione Emilia Romagna.
Si trovano lungo la strada che dalla SS. Romea conduce al Lido di Volano in località Volano. Canneviè deve il nome al settecentesco casone ivi presente.
Esse rappresentano l’unico specchio d’acqua escluso dalle operazioni di prosciugamento che hanno portato alla bonifica delle vicine Valle Giralda (1958) e Valle Falce (1969).
L’area vanta quasi 65 ettari di estensione, di cui 39 ettari sono specchi d’acqua e 26 ettari dossi emersi. Il fondo è quasi esclusivamente argilloso, mentre i rilievi emersi, corrispondenti alle antiche dune, sono sabbiosi.
La profondità media dell’acqua è di circa 60 cm. È solcata da canali sub lagunari, corrispondenti alla struttura delle antiche pescherie e dei lavorieri dell’originaria valle da pesca. In seguito alla bonifica, le acque salmastre hanno subito una progressiva dolcificazione. La salinità è variabile, ma generalmente piuttosto bassa. L’attuale circolazione idraulica viene effettuata con prese dal Po di Volano e dal Taglio della Falce.
L’area è interessata da oltre un secolo dalla cosiddetta subsidenza indotta; insieme con la subsidenza naturale essa determina un abbassamento del suolo di circa 10-15 mm l’anno.
L’area è soggetta a vincolo paesaggistico ed ambientale; è oasi di protezione della fauna, zona umida di importanza internazionale (Convenzione di Ramsar) e zona di protezione speciale APS nonché sito di importanza comunitaria SIC.
Nel 1985 e nel 1994 sono stati effettuati interventi di ripristino ambientale, il riescavo di canali sub lagunari e il miglioramento delle prese d’acqua verso il Taglio della Falce.
Nel 1998 è stato sistemato il percorso naturalistico con capanni per l’osservazione dell’avifauna. I camminamenti che collegano Canneviè a Porticino sono parzialmente accessibili ai disabili motori. È aperto tutto l’anno. Il percorso naturalistico è accessibile dal Casone di Canneviè e da quello di Porticino.
L’inaugurazione dell’area protetta è avvenuta l’8 marzo 2008(?).
Nel 2000 sono stati ripristinati a prato umido alcuni ettari di aree agricole a nord degli stagni della chiesa di Volano.
Nei pressi del Casone di Canneviè è stato ricostruito un lavoriero.

Canneviè – il Casone e la Palazzina, via per Volano 45, 44022 Canneviè
Il Casone attuale fu costruito nel XVIII secolo, inteso come stazione di pesca e marinatura del pesce. È un edificio a base rettangolare, distribuito su due piani. Sul prospetto nord presenta un camino aggettante.
Nei pressi è la Palazzina di Canneviè, di epoca successiva, in linee settecentesche di influenza veneta. Residenza padronale o del capo pesca, anch’essa è a pianta rettangolare, su due piani. Presenta due camini aggettanti. Nella parte centrale è rialzata di un piano e termina con un semplice frontone triangolare.
Costituiva parte del complesso di Canneviè anche la Casa del guardiano di valle.
Attualmente il Casone, la Palazzina e la Casa del guardiano di valle sono adibiti a centro ricettivo-congressuale.

Porticino – il Casone – via per Volano 52 – 44021 Porticino
Già presente nel XVI secolo, come attestato dall’inventario dei beni di Alfonso II d’Este, era una piccola stazione di pesca. L’attuale edificio, posto su una una piccola isola collegata alla terraferma con un ponte di legno, risale al XIX secolo, ma il suo aspetto attuale è della metà del XX secolo. Da Canneviè è raggiungibile attraverso il camminamento.
È adibito a ristorante.

 

L’avifauna
Valle Canneviè-Porticino è particolarmente interessante per l’avifauna.
Vi svernano la moretta (Aythya fuligula), il moriglione (Aythya ferina) e nel periodo da ottobre a marzo soprattutto la folaga (Fulica atra).
Vi nidificano l’airone rosso (Ardea purpurea), il tarabusino (Ixobrychus minutus), il cannareccione (Acrocephalus arundinaceus) e il cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus).
Fra gli uccelli di passo si ricordano l’alzavola (Anas crecca), la marzaiola (Anas querquedula), il mestolone (Anas clypeata) e il totano moro (Tringa erythropus).

 

La fauna ittica
Tra i pesci, sono presenti le tipiche specie di valle: il cefalo (o muggine, Mugil cephalus), l’anguilla (Anguilla anguilla), il botolo (Liza ramada), il branzino (o spigola, Dicentrarchus labrax), il latterino (o acquadella, Atherina boyeri). È habitat del nono (Aphanius fasciatus) e del ghiozzetto di laguna (Knipowitschia panizzae).

 

La flora
Negli specchi acquei aperti la vegetazione è scarsa o assente. Nelle zone meno profonde sono molto comuni i canneti di taglia elevata caratterizzati da Phragmites australis e pochissime altre specie.

I dossi meno rilevati presentano praterie dominate da gramigna litoranea (Elytrigia therica).

Sui dossi più rilevati, che rappresentano vecchie linee costiere, sono presenti arbusteti a prugnolo (Prunus spinosa), biancospino (Crataegus monogyna), ligustro (Ligustrum vulgare), sanguinella (Cornus sanguinea), cornetta dondolina (Coronilla emerus), spino cervino (Rhamnus catharticus), rovo (Rubus sp.), Rosa sp., fusaggine (Euonymus europaeus), e anche un bosco paludoso a pioppo bianco (Populus alba), frangola (Frangola alnus), olmo (Ulmus minor), pioppo nero (Populus nigra), ontano nero (Alnus glutinosa).
È pure presente una piccola macchia termofila dominata da leccio (Quercus ilex) e fillirea (Phillyrea angustifolia), asparago selvatico (Asparagus acutifolius), vitalba fiammella (Clematis flammula), robbia selvatica (Rubia peregrina), pungitopo (Ruscus aculeatus), ginestrella comune (Osyris alba) e Rosa di S. Giovanni (Rosa sempervirens), miste a specie mesofile.

I dossi che segnano il perimetro della valle e quelli del percorso naturalistico sono delimitati da tamerice (Tamarix gallica), specie utilizzata come frangivento e per consolidare le sponde.

 

Accesso e servizi
L’oasi è visitabile con accesso principale da Strada per Volano 45, 44021 Volano di Codigoro, tel. 0533 719014.
L’area è dotata di un ampio parcheggio gratuito per le vetture ed è in grado di accogliere pullman turistici.
L’acccesso all’oasi è gratuito.
Precede l’area protetta un centro di accoglienza occupante gli antichi edifici della stazione di pesca con bar, albergo, ristorante e sala congressi.
È presente un noleggio biciclette.

 

Bibliografia (selezione)
Pesarini Fausto – Fabbri Roberto, Paesaggi ferraresi. Natura e civiltà tra terra e acque. 20 itinerari, Caselle di Sommacampagna, Cierre, 1998
Piccoli Filippo – Pellizzari Mauro – Alessandrini Alessandro, Flora del Ferrarese, Ravenna, Longo, 2014
Visser Travagli Anna Maria – Vighi Giorgio (curr.), Terre ed acqua. Le bonifiche ferraresi nel delta del Po, Ferrara, Gabriele Corbo, 1989

 

Visite guidate al territorio della foce del Po di Volano, di Canneviè-Porticino, dell’abbazia di Pomposa, di Ferrara, Cento e Comacchio
Contattami per saperne di più info@elisabettagulino.it – Tel. 0532 91219 – Cell. 339 8743857 oppure compila il modulo

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