Ferrara – Monastero del Corpus Domini

Convento benedettino femminile di clausura, tombe Estensi

Via Pergolato 4 – 44121 Ferrara – Tel. 0532 207825, clarisse.ferrara@libero.it

 

Orario: 15,30 – 17,30
Chiuso: Sabato, domenica e festività cattoliche
Ingresso: Libera offerta
Ricorrenze: 1-8 marzo solenne ottavario; 9 marzo – santa Caterina Vegri

 

Visite guidate
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Le Clarisse a Ferrara
Nella città di Ferrara, in epoche diverse, sono sorti quattro monasteri di suore clarisse: S. Guglielmo (1798 e 1801 soppressione e trasformazione dell’edificio in caserma militare, attualmente in fase di riqualificazione per nuova destinazione), Corpus Domini, S. Bernardino (corso Giovecca n.; non più esistente) e S. Chiara delle Cappuccine (corso Giovecca n.). Costituiscono in quanto a numero un caso raro. A Ferrara le Clarisse giungono poco prima del 1251. In un primo momento abitano nel monastero di S. Gabriele (non più esistente). Nel 1256 acquistano l’area in contrada di S. Guglielmo dove costruiscono il loro monastero.
Il contesto urbanistico
Nel periodo di massima estensione il monastero del Corpus Domini occupava l’isolato delimitato dalle attuali via Campofranco, via Pergolato, via Savonarola e via Praisolo.
L’attuale isolato comprende tre distinte realtà: il monastero del Corpus Domini su via Pergolato, via Praisolo e via Campofranco, un istituto di scuole superiori su via Pergolato, via Savonarola e via Praisolo e Casa Romei su via Savonarola e via Praisolo.

 

La storia
La chiesa e il monastero del Corpus Domini hanno origine il 3 dicembre 1406 con suor Bernardina Sedazzari. Nel 1415 sorge la chiesa del Corpus Domini; diviene monastero delle Clarisse nel 1431 con la vestizione di Caterina Vegri nell’ordine delle Clarisse.

Il monastero fu da sempre molto caro agli Estensi. Eleonora d’Aragona vi si ritirava in preghiera; Lucrezia Borgia, già poco dopo il suo arrivo a Ferrara nel 1502 cominciò a frequentarlo abitualmente. Molti Estensi vi vollero essere sepolti.

Nel 1483 Giovanni Romei lascia alle monache il suo palazzo, con il quale il complesso monastico viene ad essere chiuso da strade su tutti e quattro i lati.

Nella notte di Natale del 1665 un incendio causato da un presepio allestito nel coro provoca gravi danni alla chiesa. Prontamente ripristinata. Nel 1769-70 è ricostruita con l’aggiunta di un presbiterio; architetto Antonio Foschini: la chiesa pubblica viene ingrandita a spese del coro; la facciata con accesso da una rientranza di via Pergolato è spostata sulla via Campofranco utilizzando le decorazioni originarie del Quattrocento.

Nel 1906 vengono demoliti gli antichi chiostri per la costruzione di un nuovo complesso scolastico. Si salva solo la piccola Cappella dell’Abbadessa (o delle Novizie). Il suo recupero nel 1964 per iniziativa della Deputazione Provinciale Ferrarese di Storia Patria ne permette il salvataggio. L’opera – non visibile al pubblico – è attualmente nel Palazzo Schifanoia. Nuovi interventi di restauro si sono avuti nel 2008-2009 ed hanno restituito i colori originali alle pareti, al soffitto dipinto da Giusppe Ghedini; sostituito e ripristinato elementi architettonici rovinati e fatiscenti.

Nel 1909 la piccola facciata su via Campofranco è rifatta con il mattone in cotto, secondo le più probabili originarie linee quattrocentesche.

Nel 1960, nel coro della chiesa, vengono inseriti i resti di altri Estensi, tumulati in origine nella chiesa di Santa Maria degli Angeli (non più esistente; attualmente corso Ercole I d’Este n.)

 

Santa Caterina Vegri (1413-1463) – mistica e studiosa
Al monastero si lega prima ancora la figura di Caterina Vegri – damigella di Margherita d’Este figlia di Nicolò III – ritiratasi spiritualmente con altre giovani donne e successivamente inviata a fondare il nuovo monastero a Bologna.

Nasce a Bologna l’8 settembre 1413 figlia di un nobile ferrarese ai servizi di Nicolò III d’Este. La sua vestizione ha luogo nel 1431. Dal 1431 al 1456 vive e opera a Ferrara, è la maestra delle novizie. Si dedica alla musica, pittura e letteratura.

È autrice de Il libro delle battaglie spirituali e delle sette armi per combatterle e del Breviario miniato. Nel 1456 è trasferita a Bologna e nominata badessa. Muore il 9 marzo 1463. Sepolta nella cappella interna della chiesa del Corpus Domini di Bologna, da allora è venerata. Il suo corpo è rimasto incorrotto nel tempo.

Il 22 maggio 1463 viene canonizzata dal papa Clemente XI.

 

Il convento

La chiesa pubblica
Il soffitto è interamente affrescato con le quadrature di Maurelio Gotti e nell’ovale al centro la Gloria di S. Caterina Vegri di Giuseppe Antonio Ghedini (1708-1791) eseguita tra il 1770 e il 1773. A Ghedini si devono anche l’Annunciazione e il Transito di San Giuseppe, olii su tela eseguiti pure negli anni 1770-1773.
L’ancona lignea progettata da Antonio Foschini è arricchita da due statue laterali di Pietro Turchi. Sull’altare maggiore è presente una delle due opere eseguite a Ferrara da Gian Bettino Cignaroli, La Comunione degli Apostoli, 1768.

Il coro
Sopra l’altar maggiore è posta una Crocifissione, commissionata a Ippolito Scarsella da suor Caterina Canani nel 1600, come si lette nell’iscrizione in basso a sinistra sulla tela. Nel coro sono altresì presenti il Ritratto di Santa Caterina Vegri di Lorenzo Garofali, 1712; l’Immacolata di Maurelio Scannavini, 1668 ca.; e una Deposizione, monocromo di Giuseppe Antonio Ghedini. Gli stalli del coro in noce, a due ordini, risalgono al XVIII sec.

 

Le tombe degli Estensi
Le tombe dei maggiormente rappresentativi Estensi di Ferrara sono associate al coro della chiesa del monastero del Corpus Domini. Altre ancora sono individuabili in altri luoghi della città o in altri luoghi.

Estensi – tombe nel monastero del Corpus Domini di Ferrara – via Campofranco 1 (via Pergolato 4)
Nella chiesa pubblica a destra dell’altare maggiore una porta dà accesso al coro delle monache, dove, con lo sguardo rivolto all’altare e partendo dalle lastre tombali più prossime allo stesso, si incontrano – da sinistra verso destra – le tombe di:

1 – Ercole II d’Este (IV duca di Ferrara; 1508-1559), figlio di Alfonso I e Lucrezia Borgia.
2 – Alfonso I d’Este (III duca di Ferrara; 1476-1534), figlio di Ercole I ed Eleonora d’Aragona; Lucrezia Borgia (1480-1519) sposa di Alfonso I; Eleonora d’Aragona (figlia del re di Napoli; -1493) sposa di Ercole I d’Este e madre di Alfonso I; Isabella e Alessadro d’Este (1514-1516) figli di Alfonso I e Lucrezia Borgia; Alfonso II d’Este (V duca di Ferrara; 1533-1597), figlio di Ercole II.
3 – Lucrezia Medici (-1561) sposa di Ercole II d’Este.
4 – Lucrezia d’Este (monaca; -1572) figlia naturale di Ercole II e Diana Trotti.
5 – Eleonora Barbara d’Este (monaca professa; 1515-1575) figlia di Alfonso I e Lucrezia Borgia.
6 – Camilla Caterina Gonzaga (monaca; 1600-1662) duchessa di Mantova.

 

Nei pressi della porta di accesso al coro utilizzata dalle monache, dal 1960, una lastra marmorea ricorda:

  • Nicolò III d’Este (1383-1441) marchese di Ferrara
  • Ricciarda di Saluzzo (-1474) sposa di Nicolò III d’Este
  • Leonello d’Este (1407-1450) figlio di Nicolò III e Stella de’ Tolomei
  • Maria d’Aragona (-1449) sposa di Leonello d’Este
  • Sigismondo d’Este (1433-1507) figlio di Nicolò III e Ricciarda di Saluzzo
  • Ercole I d’Este (II duca di Ferrara; 1431-1505) figlio di Nicolò III e Ricciarda di Saluzzo
  • Alberto d’Este (1481-1482) figlio di Ercole I
  • Giulio d’Este (1478-1561) figlio naturale di Ercole I
  • Ferrante d’Este (1477-1540) figlio di Ercole I ed Eleonora d’Aragona
  • Alfonsino d’Este (1530-1547) figlio di Alfonso I e Laura Dianti

 

Estensi – altre tombe e luoghi di sepoltura (in ordine alfabetico):

  • Barbara d’Austria (1539-1572) – Ferrara, Chiesa del Gesù
  • Borso d’Este (1413-1471) – Ferrara, Certosa
  • Bradamante d’Este
  • Francesco d’Este (1516-1578) –
  • Ippolito I d’Este (1479-1520) – Ferrara, Cattedrale
  • Marfisa d’Este (1554-1608) – Ferrara, Santa Maria della Consolazione, dal 1909 Certosa (urna di Borso d’Este)
  • Parisina Malatesta (1404-1425) – Ferrara,
  • Ugo Aldobrandino d’Este (1406-1425) – Ferrara,

 

Mappa di Ferrara
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Bibliografia (opere selezionate)
Bargellesi Severi Angelo, Una tomba per dieci Estensi, Ferrara, SATE, 1960
Benati Amedeo – Samaritani, Antonio, La Chiesa di Ferrara nella storia della città e del suo territorio. Secoli IV-XIV, Ferrara, Gabriele Corbo, 1989
Benedetti Pietro – Bortolotti Marino – Cavallina Massimo, La Chiesa del Corpus Domini, Ferrara, I.P.S.S.C.T.P. “Luigi Einaudi”, 2009 (DVD con testo scaricabile)
Calore Maria (cur.), Le custodi del sacro. Viaggio nei monasteri delle donne. Voci e silenzi, Ferrara, “Estense” Bego, 1999
Chiappini Luciano, Gli Estensi. Mille anni di storia, Ferrara, Corbo, 2001
Chiappini Luciano – Angelini, Werther – Baruffaldi, Amerigo, La Chiesa di Ferrara nella storia della città e del suo territorio. Secoli XV-XX, Ferrara, Gabriele Corbo, 1997
Guzzon Alberto – Poggipollini Paola (curr.), Chiese e Monasteri di Ferrara. Devozione Storia Arte di una Città della Fede, Ferrara, Comunicarte, 2000
Lombardi Teodosio, Gli Estensi ed il Monastero del Corpus Domini di Ferrara, Ferrara, Industrie Grafiche, 1980
Lombardi Teodosio, I Francescani a Ferrara, Vol IV, I monasteri delle clarisse S. Guglielmo, Corpus Domini, S. Bernardino, S. Chiara, Bologna, Grafiche Dehoniane, 1975
Mari Eligio, Monastero del Corpus Domini, Ferrara
Marzola Mario, Per la storia della chiesa ferrarese nel secolo XVI (1497-1590). Parte seconda, Torino, 1978, S.E.I.
Marzola Mario, Per la storia della chiesa ferrarese nel secolo XVI (1497-1590). Parte prima, Torino, 1976, S.E.I.
Marzola Mario, Giovanni Fontana alla scuola di Carlo Borromeo avanti l’Episcopato ferrarese, Ferrara, Cartografica, 2000
Paliotto Lorenzo, Ferrara nel Seicento. Quotidianità tra potere legatizio e governo pastorale. Parte seconda, Ferrara, Cartografica, 2009
Paliotto Lorenzo, Giovanni Fontana vescovo di Ferrara (1590–1611), Ferrara, Cartografica, 2002
Turrini Miriam, Penitenza e Devozione. L’episcopato del card. Marcello Crescenzi a Ferrara (1746-1768), Brescia, Paideia, 1989

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